mercoledì, 17 novembre 2004

Il telefono squillò..

Si alzò per andare a rispondere.
Era la sua voce.. una pausa per deglutire la boccata di sorpresa e amarezza.. "Ciao.. fece lui, il tono era morbido, quasi incoraggiante.."

Lei gli mancava ..

.."in modo quasi doloroso, in un modo che forse.. - fece una pausa- .. non saprai mai.." .. la voce indugiò nella sfumatura del rimpianto..

L'amarezza scivolò dagli occhi di lei e si compose in un sorriso che lui non poteva vedere.
Udì uno scricchiolìo..
Lui riprese a parlare.. così poco vero.. stava andando ad un appuntamento di lavoro..

Il quarto in poco tempo, alle sette di sera .. per decidere, dopo 3 mesi di incontri infruttuosi, se accettare o meno una proposta..
Non sapeva se sarebbe tornato per cena..

Conosceva già questa storia.. la stanchezza la rendeva silenziosamente furente .. si trovò a voler ragioni …
Ancora uno scricchiolìo.. sollevò un sopracciglio mettendosi in ascolto… Bah..

Si spostò di un passo.. il respiro si fece teso.. i muscoli contratti sembravano prepararsi allo scontro..

I suoi soliti strani incontri di lavoro finora si erano rivelati rotolamenti di sesso.. Si trovò a chiedere se fosse mora.. se avesse i seni prosperosi… era sicura che sarebbe stata parecchio più giovane … di quanto stavolta?

Lo conosceva tanto da sapere che quando lui indugiava ad accarezzare le patetiche corde della nostalgia, dei giorni più belli.. quando le parlava suadente, riempiendosi la bocca di parole e sospiri, era perché si sentiva in colpa…
Non abbastanza per tirare il freno a mano e voltare le spalle all'avventura accuratamente preparata ma sufficientemente per fargli recitare a modo suo il mea culpa.. Solo per mettersi in pace la coscienza.

E lo stesso senso di colpa lo avrebbe reso acre, suggerendogli i fiati addolorati e aspri della vittima ingiustamente accusata se lei al ritorno, guardandolo negli occhi, avesse indovinato la verità..
Le sarebbe bastata un'occhiata e la consapevolezza le avrebbe colorato le iridi di ghiaccio e fuoco..
.... Quasi lo annusasse da lontano… Quasi che il sesso gli avesse lasciato il suo odore addosso a dispetto della lunga doccia fatta prima di uscire..

Lui avrebbe abbassato lo sguardo ma alzato i toni.. puntato la sua ira logorroica ed estenuante per spezzare le gambe alla sua resistenza.. e avrebbe fatto fuoco..

"non mi era mai accaduto prima di amare una donna così.. mai.. non lo credevo possibile .. un amore così … di carne e anima.."

e stava andando da un'altra…

Stavolta lo scricchiolìo la fece sussultare.. sembrava così vicino.. e minaccioso…

Non voleva più credergli .. il silenzio educato che le incollava le labbra mostrava segni di cedimento… il maglio della sua furia picchiava forte… forte…

Lo scricchiolìo…

.. lui se ne accorse… corse ai ripari a modo suo… cominciò ad accusarla.. sempre più velocemente, con voce cattiva .. le note stridule a crescere..
Lei ribatteva colpo su colpo , parava e colpiva.. ora basta… basta… BASTA .. non ce la faceva più..

Lo scricchiolìo divenne rombo… sentì tremare il cuore..

Il tuono divenne terremoto… frana…

Una nube di polvere si sollevò dalle macerie gonfiandosi come uno sbuffo atomico prima di ricadere.. una nube di silenzio…

La voce dall'altra parte ringhiava… cattiva

Silenzio..

L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile. La preghiamo di riprovare più tardi.. Grazie.

Nessun sopravvissuto..

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 17, 2004 16:15 | commenti (4)

giovedì, 11 novembre 2004

Lui era "bello"
"sono troppo supponente e narcisista per credere che qualcuno possa trovarmi sgradevole...".
disse e le fece l'occhiolino.
"..ma ...oggi mi sento solo...vorrei sentire il calore di un corpo accanto al mio...quello di una donna che mi ama...che mi rassicuri che il mondo non è poi lo schifo che sembra....
..niente di tutto questo mi aspetta, invece...a chi ca(...)o importa del sottoscritto....se non al medesimo?"

i "..." erano le pause irritate, insolita la confidenza..

Lei scoppiò a ridere
"Come si fa a non trovarti detestabile quando dici sono troppo supponente blablablà?" lo guardò "Ti senti solo e vuoi sentire il calore di UN corpo o cerchi il calore completo di una donna che ti ami?" ...

Decise di fare il grillo parlante e sorridendo (amara) snocciolò il suo punto di vista..

Lui guardava altrove, era annoiato o irritato? distratto? ..

Si interruppe di colpo come se quel discorso lo stessero rivolgendo a lei.

"No,scusami sono una sciocca..
Cancella le battute futili di prima, non avevano ragione di essere. Stavo scherzando nel peggior tentativo di sdrammatizzare..

Forse non ti ho ascoltato davvero...

Ci può essere solitudine anche con tanti corpi accanto e, fra tanti, se ne può desiderare con rabbia e fame uno solo.. quello giusto.. quello da stringere..."

Le era tornata in mente la sua "orfanitudine" d'amore...

"e voler essere in quel corpo come in un grembo.. come in una terra di libertà.. come nella più desiderata delle prigioni..."

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 11, 2004 15:40 | commenti (5)


Certo ci fu qualche tempesta
anni d'amore alla follia.
Mille volte tu dicesti basta
mille volte io me ne andai via.

Ed ogni mobile ricorda
in questa stanza senza culla
i lampi dei vecchi contrasti

non c'era più una cosa giusta
avevi perso il tuo calore
ed io la febbre di conquista.

Mio amore
mio dolce
mio meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.

So tutto delle tue magie
e tu della mia intimità
sapevo delle tue bugie
tu delle mie tristi viltà.

So che hai avuto degli amanti
bisogna pur passare il tempo
bisogna pur che il corpo esulti
ma c'é voluto del talento
per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.

Mio amore
mio dolce
mio meraviglioso amore
dall'alba chiara finché il giorno muore
ti amo ancora sai ti amo.

Il tempo passa e ci scoraggia
tormenti sulla nostra via
ma dimmi c'é peggior insidia
che amarsi con monotonia.

Adesso piangi molto dopo
io mi dispero con ritardo
non abbiamo più misteri
si lascia meno fare al caso
scendiamo a patti con la terra
però é la stessa dolce guerra.

Mon amour
mon doux,
mon tendre,
mon merveilleux amour
de l'aube claire jusqu'à la fin du jour
je t'aime encore, tu sais, je t'aime.

(La chanson des vieux amants) (Jacques Brel)

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 11, 2004 11:57 | commenti (5)

martedì, 09 novembre 2004

..il tempo inquieto infierisce su di me, come un fosco amante inappagato.

..crepitano lontano voci di tuono e promettono tempesta. Il cielo si carica di plumbei echi e, cupo, si ingravida di nubi..

La tensione mi percorre come un colpo secco di flagello, il corpo si tende e si inarca offrendosi ribelle al morso avido di un desiderio invisibile ...

Senza un motivo ho improvvisamente voglia di piangere per farmi suggere dolcemente le lacrime che scorrono sulle guance come gocce di rugiadosa melassa, ho voglia di penombre consolanti in cui gli abbracci mimino il batter d'ali di farfalle in amore, ho voglia di silenzi odorosi e roridi, di baci molli e densi che scivolino fino a colmare gli incavi più impervi, traboccando ...

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 09, 2004 17:16 | commenti (28)

La piccola donna fendeva la folla con passo svelto, senza esitazioni.

Era così minuta che per un attimo le attraversò il cervello la certezza di riuscire a sollevarla fra le braccia.
Le fissava la schiena per non perderla di vista. Era incredibile quanta energia ci fosse in quel corpo sottile.

Era tornata nella loro città dopo qualche mese.
Stava male da giorni. Da quando aveva saputo che avrebbe dovuto recarcisi, da quando aveva deciso di non tirarsi indietro.

E da quel momento non aveva mai smesso di rimestare i ricordi. La notte precedente non aveva chiuso occhio e a nulla era valso inseguire le parole di un libro fino alle quattro e mezza del mattino. A tratti le mancava il respiro e ciò puntualmente avveniva per ogni ricordo che bussava alla porta. Pensò che avrebbe battuto qualche record di apnea se non fosse svenuta prima.
Era come quando una fitta improvvisa di dolore ti toglie il fiato … pensò al figlio negato.

Lui era nella carne, nonostante tutto.

Quella mattina era riuscita ad imbrigliare l'inquietudine crescente ma, quando scendendo dal bus si trovò improvvisamente nel piazzale che conosceva così bene, le franò il mondo addosso.
Inciampò nel suo stesso cuore e si bloccò paralizzata quasi in mezzo alla via , fra un dribbling di moto imprecanti, a fissare quel punto.

La donnina faceva da apripista e suo malgrado era costretta a seguirla ma esitando tanto che presto la perse di vista.
Non se ne accorse nemmeno.
Quel punto, in curva vicino al parcheggio delle bici, sembrava calamitarle la vita lasciandola inerte..
Annaspava in cerca d'aria come stesse annegando. "Devo controllarmi..". Si convinse che, a parte l'espressione lievemente dilatata del suo sguardo, da fuori non fosse visibile la tempesta che la stava squassando ma ne ebbe paura. Il suo cuore ne portava i segni, tutti.

In qualche modo si costrinse ad avanzare, arrivando fin lì, dove lui l'aspettava in moto, il suo sguardo si fece tocco e carezza.. mani invisibili si mossero a palpare l'aria come sfiorando il parafango della ruota..

E passo dopo passo rivisse i mille incontri iniziati e terminati in quella stazione.. Per ogni passo, per ogni pietra che lastricava il percorso.. un film a velocità accelerata.. una collana di flash di incontri diversi.. la giacca, il giaccone, il piumino.. la giacca da moto, la magliettina… stagioni srotolate, spiegate e ripiegate e finite nell'armadio ..

Attraversò la piazza senza respirare e se ne accorse solo quando i polmoni implosi si ribellarono alla privazione.
La donna minuscola si voltò brevemente e vedendola nella sua scia, senza rallentare, proseguì imboccando l'ingresso..
Il solito mare di gente, soprattutto turisti, quella stazione di provincia troppo striminzita e anonima per l'importanza della città e che pure le era tanto familiare. La farmacia, l'ufficio informazioni.. l'odore inconfondibile e dolciastro del mac donald …

Rallentò di nuovo… "Non ce la faccio… NON ce la faccio…" i piedi sembravano di cemento. Le venne in mente un film e si chiese come facesse Forrest Gump, imprigionato nella sua griglia di ferri, a muoversi..

"Non ce la faccio… non ce la faccio" .. le sembrava di ansimare e si guardò attorno smarrita. Il petto si sollevava appena un po' di più ma le rombavano le orecchie. Qualcuno ricambiò il suo sguardo con espressione interrogativa. Temette che le chiedessero se avesse bisogno di aiuto.

La donna era molto avanti..

"Zia, aspetta…" non so come la minuscola donna la sentì.. senza tornare indietro si fermò ..
"aspetta un attimo…" .. non sapeva perché, dal momento che sarebbe stato assurdo, ma frugava febbrile fra la gente cercando Lui. Le pareva che da un momento all'altro si sarebbe materializzato davanti a lei, mentre il mare di folla si spartiva come il Mar Rosso al comando di Mosè.

"Dove sei.. dove sei.. dimmi… dimmi che ci sei".. le labbra si muovevano in fretta senza emettere rumore, sembrava pregasse, poi si accorse che se lui fosse stato lì sarebbe stato per incontrare un'altra donna.
Non avrebbe potuto sopportarlo.

Un'altra donna .. una delle tante con le quali intrecciava sordidi "incontri", giusto per portarsele a letto… (per prendere un aperitivo) in un albergo.

Un'altra donna nella loro città. Ne sarebbe stato capace. Non aveva mai avuto pudore nel calpestare la sacralità del tempio che diceva di averle eretto e del quale l'aveva "eletta" dea e vestale.

Passò di nuovo lo sguardo tutto attorno come se scandagliasse quei corpi assemblati a grappolo.. c'era una smania acuta e crudele quasi il desiderio di strapparsi quel nodo di carne che le era cresciuto dentro come una malattia incurabile…

"Ti odierei e sarebbe per sempre… potrei schiaffeggiarti col mio sguardo gelido di disprezzo e di parole taciute…"

La donnina è il ritratto dell'esortazione a far presto..

Ancora uno sguardo; se esiste il caso ha già calato il sipario..

Il grande orologio sulla destra segna le .. 10.20 .... come la prima volta..

La piccola donna si è voltata e ha ripreso a fendere la folla col suo passo marziale.


L'altra si tiene il cuore con le mani…



whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 09, 2004 12:50 | commenti (5)

lunedì, 08 novembre 2004

ricurvo
sullo stelo provato
il fiore sta
nudo
nella sua solitudine

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 08, 2004 11:38 | commenti (4)

venerdì, 05 novembre 2004

.. mi piace l'idea che nel prendermi per mano sia dibattuto dal dubbio se trattarmi come una bimba preziosa da respirare o come una donna cui succhiare il liquido midollo senza staccare la bocca...

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 05, 2004 15:38 | commenti (2)

ribelle come come un filo di deserto
nella city verso le 3
ogni beduino è un negozio aperto
e ogni freak è interprete della bibbia
ogni graffio ha sete di carezze
e ogni sbucciatura ha una mamma sbilenca
per leccare le ferite

sei arrivato a Tower's Hill
come se niente alla fine ti appartenesse
ancora non so quello che cerchi
controlli le strade quando le abita solo il buio
e non capisco quello che ami
hai aghi non per bucarti ma per rattoppare
e quando il vento barcolla le strade
sei di sicuro meno ubriaco di lui

sembri passare per ogni buco di serratura
e anche se gli invidiosi non ti hanno mai sorriso
sai raccogliere comprensione altrove
dall'alto di questo computer ti occhieggio ogni ora
sai il mio appartamento è sfitto come il mio cuore
e mi piace immaginarti
a pattugliare sopra le crepe degli asfalti
perchè so che ogni giorno soffi
anche attraverso la mia porta


Jo'd

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 05, 2004 13:26 | commenti (1)

giovedì, 04 novembre 2004

corteccia


come un fiato sul mio corpo freddo
hai messo brina che diventa tizzone
hai giocato su ogni chicco di rosario
appeso a un ramo d'uomo in fiore

ti sei dimenticata del gelo
per mescolare la mia terra gravida
alle tue radici umide
ti sei lasciata ciondolare

tenendoti ben salda
all'altalena del mio desiderio
come mano su vene pronunciate
come corpo su letto di foglie bagnate


(Jo'd)

whispered in the darkness by When_She_Comes | novembre 04, 2004 12:06 | commenti

giovedì, 28 ottobre 2004

La poesia che non ho scritto
-Raymond Carver

Ecco la poesia che volevo scrivere
prima, ma non l'ho scritta
perche' ti ho sentita muoverti.
Stavo ripensando
a quella prima mattina a Zrigo.
Quando ci siamo svegliati prima dell'alba.
Per un attimo disorientati. Ma poi siamo
usciti sul balcone che dominava
il fiume e la citta' vecchia.
E siamo rimasti li' senza parlare.
Nudi. A osservare il cielo schiarirsi.
Cosi' felici ed emozionati. Come se
fossimo stati messi li'
proprio in quel momento.


Per noi fu Parigi, la stanza sui tetti, sugli abbaini spioventi color ardesia, grigi contro il grigio del cielo. Una mattina di gennaio, gelida e piovosa..
Sbirciando vite appena sfiorate dietro i vetri..
Con la pelle nuda contro il mattino, respirando aria di ghiaccio .. in una stanza così piccola che dal letto si toccavano tutte le pareti solo allungando il braccio...

whispered in the darkness by When_She_Comes | ottobre 28, 2004 11:22 | commenti

Clock & Calendar:
Metti qui il tuo orologio

*loading* dancers

About me:
Name:-----
Date of Birth:-----
Nick:-----
Hate:-----
Love:-----

Tag Board:
Inserisci qui la tua tag board

Categories:


The Past:

oggi
novembre 2004
ottobre 2004

Current Desktop:
Metti qui l'immagine del tuo desktop

Music:
Mi lascerei trasportare sulle ali di ...

Books:
In instabile equilibrio sul comodino ...

Blogs:
Arden
farfallina
Personalità Confusa
Radici e Parole

Fave Sites:
Template X Tutti
link
link
link

Stickers:
Inserisci qui i tuoi adesivi

Fanlistings:
Inserisci le icone delle fanlist a cui sei iscritto

Link me:

Thanks to:
[Template] stelladicarta + TxT
[hosting] Splinder

 

 

vagava il vento oscuro ed estremo, giocando con le foglie fredde. Dentro era un'estasi di sole, appartato, come il sentimento eterno e completo della mia anima, dentro i trambusti del mio corpo